Sapore di sale…

 
 

La scelta di una dieta priva di sale mi ha sfiorato la mente in svariate occasioni, ma, devo dire, ho sempre rabbrividito al pensiero. Da quando ho lasciato l’Italia ho drasticamente diminuito la quantità di sale che uso, tuttavia, l’idea di una dieta completamente priva di sale mi spaventa.

È ormai assodato che limitare (per non dire eliminare) il sale nella nostra alimentazione è una scelta salutisticamente saggia. Così come lo è limitare l’aggiunta di zuccheri semplici.  Questi suggerimenti vengono a volte fraintesi e così ci sono persone convinte che eliminare i carboidrati (=zuccheri) dalla propria alimentazione sia la via verso una vita più felice e più snella. Quello che delle volte non è chiaro è che il problema è nell’eccesso. Il nostro organismo ha bisogno di carboidrati, che sono il principale carburante del nostro corpo. Così come ha bisogno sali minerali, tipo il sodio ed il potassio che sono indispensabili nella contrazione muscolare. Sia i carboidrati che i sali minerali sono già contenuti negli alimenti che mangiamo, quindi, non ci sarebbe bisogno di aggiungerne altri.

Questo è quello che mi dico e che son riuscita a fare con lo zucchero da tavola, il saccarosio. Per esempio, il caffè lo prendo quasi sempre amaro. Purtroppo, non ho la stessa forza di volontà col sale che continuo ad aggiungere ai cibi. Guardo con ammirazione quelle persone che sentenziano soddisfatte: “A casa nostra mangiamo senza sale e senza zucchero! Bisogna imparare ad apprezzare i cibi al naturale”. Verissimo, difatti non ho problemi ad apprezzare un bel cesto di fragole fresche di stagione. Ma come si fa ad apprezzare un banana bread che non è dolce??? “Basta sostituire le banane alla dose di zucchero”, mi dicono. Ah, ma che trovata! E secondo voi da dove arriva la dolcezza delle banane? Dagli zuccheri che contiene! E no, non è che il saccarosio contenuto nella banana sia diverso da quello della confezione del super. “Allora, aggiungo miele o sciroppo d’acero”, ribadiscono. Buoni, per carità, ma sempre di zuccheri semplici si parla e non sono qualitativamente migliori solo perchè prodotti dalle api o dagli alberi! Ne avevamo già parlato qui.

Tuttavia, devo ammettere che la dieta senza sale mi sembra un po’ triste. L’ho provata ed abbandonata al primo pasto (OK, forse avrei dovuto insistere un pochino). Mi son detta che alla fine ho la pressione sotto i piedi ed un po’ di sale non guasta (ogni scusa è buona :P). L’altro giorno però sfogliando il libro di This, Pentole e Provette, ho letto che il sale non è solo un esaltatore si sapidità. Il motivo per cui aggiungiamo il sale nelle ricette è legato anche ad altri motivi.

Chi non si ricorda la famosa presa di sale da aggiungere nell’impasto delle torte? Per non dire di quanto gli chef si siano sbizzarriti negli ultimi anni: caramello salato, cioccolato al fior di sale, coockies con cristali di sale etc etc. Ammettiamolo, cosa sarebbe il gelato al pistacchio senza quella sottile nota salata?

Ebbene gente, il sale è un miglioratore di sapori. Studi hanno confermato che l’aggiunta di sale smorzerebbe i gusti sgradevoli come l’amaro. Ma non solo, esalterebbe sapori più piacevoli, come il dolce, per esempio. Come potremmo gustarci un buon radicchio spadellato senza quella presa di sale che smorza quel gusto amarognolo? :) Insomma, c’è un motivo se la dieta senza sale è così triste per il gourmet incallito!

Dopo aver trovato l’ultima scusa che mi serviva, vado a testare un po’ di combinazioni di cibi e sale. Ci rileggiamo venerdì con una ricetta a tema :)

Fonti

Hervé This, Pentole e Provette, 72-73, Ed. Gambero Rosso